L’attività manifatturiera e le esportazioni sono condizionate dal pesante calo del commercio internazionale e dall’escalation nel Mar Rosso della crisi in Medio Oriente, che rischia di penalizzare il sistema del made in Italy e l’approvvigionamento di prodotti essenziali per la trasformazione della manifattura italiana. In questa difficile fase congiunturale, l’artigianato registra un calo della produzione più accentuato. Nonostante la vigorosa stretta monetaria in corso comprima la domanda di beni di investimento, tiene la produzione nella filiera dei macchinari.
Manifattura italiana soffre di più dei competitor europei – Nei primi dieci mesi del 2023 il volume del commercio internazionale è sceso del 2,2% su base annua, una delle performance peggiori da inizio secolo, dopo quelle del 2020 e del 2009. Nei primi undici mesi del 2023 le esportazioni in volume scendono del 4,6% mentre, sempre nei primi undici mesi del 2023, la produzione manifatturiera in Italia flette del 2,2% a fronte di un calo meno marcato della Germania (-0,6%) e un aumento, seppure contenuto entro il punto percentuale, per Spagna (+0,3%) e Francia (+0,7%).
Le imprese artigiane manifatturiere e la diffusione sul territorio – Nella produzione manifatturiera sono attive 226 mila imprese artigiane, il 61,7% del totale, che danno lavoro a 857 mila addetti. In chiave regionale si osserva il più elevato peso dell’artigianato manifatturiero nelle Marche, dove gli occupati delle imprese artigiane manifatturiere pesano il 10,7% degli addetti del totale delle imprese della regione, seguito da Toscana con 8,7%, Veneto con 7,5%, Umbria con 7,3%, Provincia Autonoma Bolzano ed Emilia-Romagna con 6,1%.
Tra le province si osserva una maggiore rilevanza dell’artigianato manifatturiero sull’economia del territorio a Prato con 22,8%, seguita da Fermo con 18,4%, Arezzo con 13,3%, Macerata con 12,6%, Pistoia con 10,5%, Pesaro e Urbino con 10,4%, Vicenza con 10,2%, Rovigo con 9,4%, Barletta-Andria-Trani con 8,9%, Belluno con 8,8%, Padova con 8,4%, Lecco con 8,2%, Ancona con 8,1% e Treviso con 8,0%.
Il trend dell’artigianato manifatturiero – Sulla base della dinamica settoriale della produzione ponderata con gli occupati nelle imprese artigiane si stima che nei primi undici mesi del 2023 la produzione dell’artigianato cali del 4,2%, una flessione di due punti più ampia della media della manifattura. Se prendiamo a riferimento i principali otto settori per presenza di imprese artigiane, registriamo un segno positivo nella filiera dei macchinari: la produzione aumenta del +4,3% nella riparazione, manutenzione ed installazione di macchine ed apparecchiature e registra una tenuta per macchinari e apparecchiature con +0,1%. Si osserva una flessione inferiore alla media della media della manifattura per i prodotti alimentari con -1,6%, mentre si registrano cali più ampi per articoli di abbigliamento con -3,1%, prodotti in metallo con -3,5%, prodotti delle altre industrie manifatturiere con -4,3%, mobili con -5,3% e legno e prodotti in legno e sughero con -14,8%.
Si osservano cali accentuati anche tra gli altri comparti, con almeno il 3% dell’occupazione dell’artigianato manifatturiero: la produzione di prodotti tessili segna un -8,4%, quella di articoli in pelle un -9,3%, quella di altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi un -11,0% e quella dei prodotti della stampa e della riproduzione di supporti registrati un -19,4%.
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